Lo Psoas - Il Muscolo dell’Anima Aiutiamolo a riattivare la forza vitale dell’Universo

Aggiornamento: 21 apr


Se pensate che lo psoas sia solo un semplice muscolo stabilizzatore del core, ebbene vi sbagliate; lo psoas è un organo di percezione composto da tessuto bio-intelligente, si pensa addirittura che incarni la nostra più ancestrale pulsazione per la sopravvivenza e, ancora più profondamente, il nostro desiderio innato di prosperare.


Il muscolo psoas è il muscolo più profondo del corpo umano, esso influisce sul nostro equilibrio strutturale, integrità muscolare, flessibilità, forza, libertà di movimento, mobilità articolare e funzionamento degli organi. Estendendosi da entrambi i lati della colonna vertebrale, lo psoas si sviluppa lateralmente dalla dodicesima vertebra toracica (T12) a ciascuna delle 5 vertebre lombari, per poi scorrere verso il basso attraverso il nucleo addominale, il bacino, attaccandosi infine alla parte superiore dell'osso del femore, vale a dire la coscia. Lo Psoas è l'unico "muscolo" che collega la colonna vertebrale alle gambe. Se stiamo in posizione eretta è grazie a lui visto che ci permette di sollevare le gambe per camminare.

Uno psoas che funziona in modo ottimale stabilizza la colonna vertebrale e da supporto attraverso il tronco, formando un punto di appoggio per gli organi vitali del nucleo addominale. Lo psoas è collegato al diaframma attraverso il tessuto connettivo, o fascia, che influenza sia il nostro respiro che il riflesso della paura. Questo perché lo psoas è direttamente collegato al cervello rettiliano, la parte interna più antica del tronco cerebrale e del midollo spinale.



Come scrive Liz Koch nota educatrice somatica internazionale: "Molto prima che si sviluppasse la parola o la capacità organizzativa della corteccia, il cervello rettiliano, noto per i suoi istinti di sopravvivenza, manteneva il nostro funzionamento essenziale del nucleo”.


Koch ritiene che il nostro stile di vita moderno e frenetico (improntato sull'adrenalina del nostro sistema nervoso simpatico) inneschi e rafforzi cronicamente lo psoas, rendendolo letteralmente sempre pronto per correre o combattere. Infatti il nostro psoas ci aiuta a entrare in azione o a rannicchiarci in una posizione protettiva.

Se a causa di stress o tensione contraiamo costantemente lo psoas, il muscolo inizierà ad accorciarsi portando a una serie di condizioni dolorose tra cui lombalgia, dolore sacroiliaco, sciatica, problemi al disco, spondilolisi, scoliosi, degenerazione dell'anca, dolore al ginocchio, mestruazioni dolorose, infertilità e problemi digestivi.

Uno psoas irrigidito non solo crea problemi strutturali, ma restringe gli organi, esercita pressione sui nervi, interferisce con il movimento dei fluidi e altera la respirazione diaframmatica. In effetti, lo psoas è così strettamente coinvolto nelle reazioni fisiche ed emotive, che uno psoas cronicamente irrigidito segnala continuamente al corpo che siamo in pericolo, stressando così le ghiandole surrenali e impoverendo il sistema immunitario.

E sempre secondo Koch, questa situazione è esacerbata da molte cose nel nostro stile di vita moderno, dai sedili delle auto agli indumenti costrittivi, dalle sedie alle scarpe che distorcono la nostra postura, limitano i nostri movimenti naturali e restringono ulteriormente il nostro psoas. Koch crede che il primo passo per coltivare uno psoas sano sia rilasciare la tensione non necessaria.

Ma “lavorare” con lo psoas non significa volerlo controllare, bensì coltivare la consapevolezza necessaria per percepirne i messaggi. Ciò implica fare una scelta informata per diventare "somaticamente consapevoli”. Uno psoas rilassato ci pone in uno stato di leggerezza e di creatività, invece uno psoas contratto è pronto a correre o combattere.

Lo psoas rilassato è pronto all’allungamento e all’apertura, è pronto a danzare. In molte posizioni yoga, prendiamo l’albero per esempio, le cosce non possono ruotare completamente verso l'esterno a meno che lo psoas non si rilasci. Uno psoas rilasciato consente alla parte anteriore delle cosce di allungarsi e alla gamba di muoversi indipendentemente dal bacino, migliorando e approfondendo il sollevamento dell'intero busto e del cuore.

Nella tradizione taoista si parla di psoas come della sede o del muscolo dell'anima e circonda il "Dan tien" inferiore, un importante centro energetico del corpo. Uno psoas flessibile e forte ci radica e consente alle energie sottili di fluire attraverso le ossa, i muscoli e le articolazioni.

Koch scrive: “Lo psoas, conducendo energia, ci collega alla terra, proprio come un filo di messa a terra previene gli shock ed elimina l'elettricità statica su una radio. Liberata e radicata, la spina dorsale può risvegliarsi”.


Mentre i flussi gravitazionali trasferiscono il peso attraverso ossa, tessuti e muscoli nella terra, la terra rimbalza, risalendo le gambe e la colonna vertebrale, energizzando, coordinando e animando postura, movimento ed espressione. È una conversazione ininterrotta tra sé, la terra e il cosmo. Quindi, potrebbe valere la pena, la prossima volta che ci esercitiamo, sintonizzarci e prestare attenzione a ciò che il nostro psoas bio-intelligente ha da dire.



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